• Istituto d'Istruzione Superiore

    LORENZO COBIANCHI
  • CORSI TECNICI

    Chimica Materiali e Biotecnologie
  • CORSI TECNICI

    Elettronica-Elettrotecnica
  • CORSI TECNICI

    Informatica e Telecomunicazioni
  • CORSI TECNICI

    Meccanica Meccatronica ed Energia
  • CORSI LICEALI

    Liceo Linguistico
  • CORSI LICEALI

    Liceo delle Scienze Applicate
  • Liceo delle Scienze Umane

    Liceo delle Scienze Umane
  • Istituto d'Istruzione Superiore

    LORENZO COBIANCHI
  • CORSI TECNICI

    Chimica Materiali e Biotecnologie
  • CORSI TECNICI

    Elettronica-Elettrotecnica
  • CORSI TECNICI

    Informatica e Telecomunicazioni
  • CORSI TECNICI

    Meccanica Meccatronica ed Energia
  • CORSI LICEALI

    Liceo Linguistico
  • CORSI LICEALI

    Liceo delle Scienze Applicate
  • CORSI LICEALI

    Liceo delle Scienze Umane
Sei qui: Home Archivio Biblioteca

Ogni anno, dall'Italia, più di 60.000 visitatori raggiungono il Lager di Auschwitz; per lo più gruppi di studenti e di insegnanti, ma anche famiglie e singole persone. Dal 1959 il loro numero cresce continuamente, nonostante sia trascorso ormai più di mezzo secolo dalla sua liberazione. Chi si reca a Oswiecim (Polonia) e visita il Lager di Auschwitz, che ha sede nel campo base, e poi raggiunge Birkenau, il campo di sterminio poco distante, spesso non riesce a capire come funzionava questo immenso centro di sterminio e di afflizione. Intorno a questo luogo memoriale immerso in un grande e profondo silenzio che lascia esterrefatti, la vita scorre e la città come i suoi abitanti cercano di mostrarsi per quello che sono oggi, senza riuscire a risolvere (ma si potrà mai?) il conflitto tra il presente e un passato che non passa. Per capire occorre arrivare a Oswiecim preparati e informati, ma poi sul luogo che tra il 1940 e il 1945 vide morire più di un milione di ebrei e fu il Lager del martirio di un'Europa soggiogata dalla scure nazista, gli occhi guardano ciò che rimane senza troppo comprendere. "Visitare Auschwitz" è una guida ricca di informazioni, fotografie e mappe, di suggerimenti puntuali per aiutare il visitatore a entrare in ciò che resta oggi di questo terribile passato, uno strumento per cominciare a ricostruire la storia del complesso concentrazionario e a rivivere i frammenti di vita quotidiana di molti dei deportati ebrei e non che vissero in questo luogo i loro ultimi giorni.

Il titolo di 'Giusto tra le nazioni' designa chi, non ebreo, abbia manifestato un atteggiamento amichevole nei confronti degli ebrei. Lo Yad Vashem, il più grande memoriale del mondo per le vittime della Shoah, attribuisce questo titolo ai non ebrei che durante la seconda guerra mondiale hanno soccorso ebrei in grave difficoltà senza alcun vantaggio personale ma, al contrario, rischiando in prima persona. Ancora oggi, ad ogni nuovo giusto vengono consegnati una medaglia e un diploma d'onore, durante una cerimonia che si svolge sia a Gerusalemme che nel paese d'origine. Qui sono raccolte le storie di questi uomini e di queste donne che hanno salvato non solo la vita di molti ebrei, ma anche la dignità umana e l'onore dei loro compatrioti.

"Cristo con gli alpini non è un'opera qualunque. Non è, insomma, un diario, un resoconto, una cronaca, una confessione, ma è un atto di fede gettato nella follia della guerra, un gesto di speranza dedicato a coloro che ormai non ripetevano più questa parola, uno slancio d'amore che replica ai colpi della violenza. Per questo don Carlo porta Cristo al fronte, o meglio lo conduce nella disperazione degli accerchiamenti dove si consumavano le ultime forze. Prosa semplice, piccoli esempi e un cuore immenso fanno di questo libro un documento prezioso. Le pagine dedicate a Giorgio, il bambino che ha perso tutto e poi muore, sono più eloquenti di tutte le analisi degli storici. Leggendole si capisce perché "tocca alla morte rivelare profonde e arcane somiglianze". Riproporre Cristo con gli alpini significa conoscere un po' di più la guerra e la Russia; queste pagine spiegano l'inizio di un miracolo." (Dalla prefazione di Armando Torno).

Diciotto poesie, scritte nell'arco di trentatrè anni, fra il 1962 e il 1995. Negli anni Sessanta e Settanta le poesie o i poemetti natalizi sono variazioni via via fantastiche, rabbiosamente amare, malinconiche, scherzose, ispirate dalla festività, ma quasi svincolate dalla ricorrenza concreta. Negli anni Ottanta la svolta, che è insieme tematica e stilistica: proprio l'evento della Natività, un miracolo che puntuale si ripete e illumina il nostro destino, si fa specchio di una riflessione sul tempo, la solitudine e l'amore che ha la levità ironica di una sonata mozartiana.

I nove racconti qui selezionati del grande scrittore novecentesco, editi tra il 1896 e il 1935, un anno prima della sua scomparsa, sono accomunati da un'attenzione partecipe non solo alla festività del natale, a cui tre di essi sono esplicitamente dedicati, ma all'insieme del rapporto con la divinità. La spiritualità di Pirandello è declinata sotto l'impulso di varie suggestioni (dall'ingenua fede popolare al distacco del borghese colto o sedicente tale) e trascritta in diversi registri stilistici (dalla commozione sempre fervida della giovinezza all'ironia dell'età adulta). Senza mai scivolare, ben protetto com'è l'autore dai suoi agostino e montaigne, nella facile irrisione del cosiddetto "scetticismo delle buone maniere".

Codici utili

Codice Fiscale 84000500037

IS COBIANCHI: VBIS00700V
(Istituto principale)

ITI COBIANCHI: VBTF00701B

LICEO COBIANCHI: VBPS007019

Contatti

Istituto d'Istruzione Superiore "L. Cobianchi".

  • Telefono: +39 0323 401563

Connettiti con noi

Seguici sui social network.
Sei qui: Home Archivio Biblioteca